Gli
AcidBrain
nascono
nel
maggio
2002
con
l’idea
di
realizzare
un
progetto
molto
ambizioso
e
con
un
nome
leggermente
diverso,
AcidRain
appunto,
che
in
seguito
viene
cambiato
in
favore
di
quello
attuale
per
una
maggiore
originalità
ed
un
significato
più
profondo.
Il
gruppo
ha
da
subito
le
idee
molto
chiare,
la
passione
per
il
progressive
metal,
ed
in
particolare
per
i
Dream
Theater,
è
il
punto
di
partenza
dei
quattro
musicisti
sanvitesi
che
decidono
inizialmente
di
preparare
un
repertorio
di
sole
cover.
Presto
però
le
cover
cominciano
a
lasciare
il
posto
a
jem
improvvisate
che
denotano
l’ottima
intesa
già
instaurata
nel
gruppo
dopo
solo
un
mese
di
prove,
convincendo
i
quattro
a
lavorare
anche
su
pezzi
propri.
In
poco
tempo
nascono
le
prime
due
suite
composte
interamente
dagli
AcidBrain,
alle
quali
si
affiancano
in
pianta
stabile
cinque
cover
dei
Dream
Theater.
La
loro
principale
fonte
d’ispirazione
è
“Metropolis
part
2:
scenes
from
a
memory”
dei
Dream
Theater,
album
capolavoro
del
progressive
metal
moderno.
Accanto
alla
band
icona
del
prog
però
non
bisogna
dimenticare
gruppi
quali:
Queensryche,
King
Crimson,
Transatlantic,
Pain
of
Salvation
e
Liquid
Tension
che
rappresentano
la
scena
moderna
e
passata
del
prog
nel
mondo.
Lo
stile
degli
AcidBrain
richiama
queste
bands,
proponendo
un
progressive
metal
basato
sulle
strutture
del
metal
melodico
intessuto
nei
riff
tipici
del
prog
che
richiamano
sonorità
neo
classiche
e
jazzistiche.
La
scelta
di
presentare
un
repertorio
prettamente
strumentale,
dato
che
il
gruppo
non
ha
ancora
trovato
un
vocalist
adatto,
mette
in
risalto
le
doti
tecniche
e
compositive
dei
quattro
che
ciò
nonostante
continuano
a
scrivere
anche
in
funzione
di
una
futura
parte
vocale.
Molte
sono
state
le
collaborazioni
con
vari
cantanti
della
zona,
la
più
importante
avvenuta
con
Laura
Battel
che
si
è
esibita
come
“special
guest”
nel
concerto
del
21
Novembre
nell’auditorium
di
San
Vito
al
Tagliamento.
La
buona
performance
ottenuta
in
concerto
lascia
intendere
l’intenzione
da
parte
del
gruppo
e
della
cantante
stessa
di
portare
avanti
il
già
buon
lavoro
svolto
probabilmente
non
più
come
semplice
collaborazione
ma
come
musicista
stabile
del
gruppo.
Bisogna
oltre
tutto
sottolineare
la
giovane
età
del
gruppo
che
lavora
assieme
solo
dal
mese
di
maggio
ed
anche
l’età
dei
musicisti
stessi.
Questo
fattore
aggiunge
una
nota
di
merito
al
lavoro
svolto
dagli
AcidBrain
che
in
poco
tempo
sono
riusciti
a
preparare
un
repertorio
in
grado
di
dare
spazio
sia
alle
cover
sia
ai
pezzi
propri,
frutto
questo
anche
degli
anni
di
studio
dedicati
ai
propri
strumenti
da
parte
dei
quattro.
La
musica
degli
AcidBrain
vuole
essere
la
sintesi
di
ciò
che
i
quattro
musicisti
vivono
e
sono.
A
questo
punto
si
spiega
il
significato
del
nome
AcidBrain
che
vuole
simboleggiare
come
tutti
gli
input
esterni,
cioè
le
singole
determinazioni
particolari,
possano
risolversi
in
una
realtà
più
ampia
che
è
la
loro
musica.
Un
“Cervello
Acido”
rappresenta
il
mezzo
attraverso
cui
“sciogliere”
tutti
gli
input
esterni
per
poi
riproporli
in
una
duplice
maniera,
in
modo
conscio
ed
in
modo
inconscio.
Ciò
cui
tendono
è
la
semplice
espressione
di
se
stessi
attraverso
la
musica.