We
wanna
make
you
funky
Mescolare
il
funk
più
crudo
degli
anni
’70
con
la
musica
elettronica
di
tendenza,
il
calore
del
soul
in
stile
Motown
con
il
clangore
dei
suoni
urbani
più
freddi
e
sporchi:
questo
è
il
progetto,
lo
stile
Urban
Soul.
Il
gruppo
nasce
alla
fine
del
1999,
e
fin
dall’inizio
l’obiettivo
è
stato
quello
di
fondere
le
esperienze
e
riferimenti
musicali
di
ciascuno
dei
componenti
in
uno
stile
compatto
e
funky.
Il
processo
creativo
da
allora
non
si
è
mai
arrestato
e
si
è
sviluppato
lento
e
meticoloso,
non
lasciando
mai
nulla
al
caso
ma
tentando
tutte
le
strade
possibili
per
scegliere
la
più
diretta,
la
più
fisica.
La
line-up
di
sette
elementi
con
due
cantanti,
sassofono
+
quartetto,
sorgente
del
suono
live
degli
Urban
Soul,
è
la
base
su
cui
si
innestano
campionamenti
e
loops
che
spezzano
il
beat
sull’uno
del
funk,
aprendo
orizzonti
che
spaziano
dalla
new
wave
al
trip
hop
e
al
Bristol
Sound.
Le
due
voci
si
muovono
insieme
creando
armonie
complesse,
e
le
percussioni
mediterranee
(djembè
e
darbuka
soprattutto)
completano
una
gamma
sonora
molto
vasta
che
ogni
giorno
raccoglie
la
sfida
di
unire
movimento
e
ricerca
armonica,
melodia
e
danza.
La
registrazione
nell’estate
2001
del
primo
cd
autoprodotto
ha
permesso
alle
Anime
Urbane
di
portare
dal
vivo
le
loro
canzoni,
oltre
che
nei
migliori
locali
di
Roma
(il
Locale,
Classico
Village,
Sonica,
Bush,
Circolo
degli
Artisti),
in
molte
prestigiose
locations
di
tutta
Italia
(Napoli
Strit
Festival,
PortacomaRock,
Nonsolorock,
Arezzo
Wave
Lazio).
Riscontri
positivi
sul
lavoro
svolto
finora
sono
arrivati
dai
regolari
passaggi
su
Radio
Città
Futura,
durante
la
trasmissione
Alternitalia
e
dall’inclusione
del
brano
“Anime
Urbane”
nella
trasmissione
Demo
di
Radio
Rai.
Il
gruppo
ha
poi
rilasciato
interviste
per
alcune
televisioni
locali
(GBR
Lazio,
TRE)
e
webradio
(Radio
San
Marino,
S8suono).
I
contatti
con
i
musicisti
e
i
djs
della
scena
di
Roma
si
sono
concretizzati
in
un
remix
del
brano
“A
New
Groove”
da
parte
del
tastierista
romano
Francesco
Gazzara,
leader
della
band
che
porta
il
suo
nome,
ormai
nota
in
tutto
il
mondo
nei
circuiti
di
musica
da
club
dopo
il
successo
della
compilation
“Hotel
Costes
volume
3”.
Oggi
il
gruppo
ha
appena
finito
di
registrare
la
sua
seconda
autoproduzione,
Fun2k,
nella
quale
si
enfatizzano
le
suggestioni
elettroniche
e
si
porta
ancora
più
avanti
la
cura
del
suono.
Un
titolo
programmatico,
per
sintetizzare
in
una
parola
quella
miscela
di
funk
e
sonorità
del
nuovo
millennio
che
è
ormai
il
marchio
di
fabbrica
della
band
romana.
I
suoni
vintage
anni
’70
si
mescolano
con
il
breakbeat
elettronico,
le
batterie
e
le
percussioni
suonate
con
i
campionamenti,
in
un
lavoro
che
raccoglie
l’insegnamento
del
funk
più
cattivo
e
sporco
in
stile
Stax
e
lo
cala
nella
realtà
musicale
italiana
più
attuale.